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San Vito:
San
Vito è stato ed è ancora oggi tra i Santi più venerati in Europa;
è praticamente impossibile elencare le località e i luoghi di culto
a lui dedicati.
Più di 150 località oggi conservano
reliquie del santo mentre nel medioevo sono più di 1300 i luoghi
in cui troviamo il santo come patrono di chiese, cappelle ed altari.
Molto venerato in età medievale e fino all’epoca barocca, Vito rientra
nel famoso gruppo degli ausiliatori. Il suo culto si diffuse subito
dopo la morte. A Roma gli fu dedicata una Chiesa già nel IV sec.
che oggi è dedicata ai SS. Vito e Modesto. Dopo secoli di abbandono,
crollò e fu ricostruita completamente nel 1477 per iniziativa del
papa Sisto IV, lo stesso che fece edificare la Cappella Sistina.
Fu ancora restaurata nel 1834 e nel 1901 ed è sede di un titolo
cardinalizio, dell’ordine diaconale.
Nonostante per secoli il culto
di San Vito abbia alimentato la fede popolare, nelle regioni del
Sud e del Nord dell'Europa, la tradizione agiografica su San Vito
è ancora oggi in larga misura da studiare.
Esistono numerosi codici di epoca
medievale che riportano testi relativi alla vita e alla passione
del santo martire. E la grande attenzione dimostra il grande rilievo
che nel Medioevo assunse il culto di questo santo nell'intera Europa
cristiana. La storia di San Vito narra di un fanciullo di sette
anni, nato in Sicilia da nobile famiglia e martirizzato a Roma al
tempo dell'imperatore Diocleziano (303-304 d.C.). Figlio di un padre
pagano, educato al cristianesimo dal precettore Modesto e dalla
nutrice Crescenzia, operava molti miracoli e prodigi nella sua terra,
tanto da spingere, il preside Valeriano, autorità locale, a farlo
arrestare e torturare. Il padre cercò di convincere il fanciullo
a rinnegare la sua fede con punizioni, ma inutilmente. Liberato
da un angelo, insieme a Modesto e Crescenzia, dopo un viaggio per
mare, approdò in Lucania, presso il Sele, dove continuò a compiere
miracoli e prodigi. Fu poi chiamato a Roma dall'imperatore Diocleziano
che aveva un figlio ossesso. Vito lo guarì, ma l'imperatore irriconoscente
lo fece ugualmente incarcerare e torturare in quanto il fanciullo
non aveva voluto rinnegare la sua fede. Un angelo, però, liberò
Vito, Modesto e Crescenzia e li condusse in volo presso il fiume
Sele, dove i tre spirarono.
Nella tradizione medievale la
storia di San Vito e dei compagni martiri diventò tra il VI e il
VII secolo uno dei racconti agiografici più popolari in Europa.
Al racconto originario della passione del martire si aggiunsero
col tempo moltissime leggende associate alle sue reliquie in varie
città e monasteri, e a vari miracoli compiuti dal martire, leggende
che contribuirono ad accrescere ulteriormente la sua fama che alla
fine del XV secolo raggiunse l'apice. Folle di uomini devoti, di
diverso ceto, di diversa cultura, di varia estrazione, si recavano
in pellegrinaggio ai più importanti e celebri santuari consacrati
al suo culto, in Sicilia, in Puglia, in Sassonia, in Boemia, nei
villaggi e nelle città europee. Era considerato uno dei più potenti
intercessori presso Dio.
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